Brianzecum

ottobre 4, 2010

EVANGELIZZARE NON SIGNIFICA FARE PROSELITI

DIO NON APPARTIENE IN MODO ASSOLUTO AD ALCUNA RELIGIONE

di don Giorgio De Capitani*

Cos’è il proselitismo? Era presente, e lo è tuttora, sotto varie forme e differenti priorità presso tutte le religioni. È lo zelo nell’acquistarsi seguaci. Oggi diremmo: è un’opera di conversione, per convincere chi non crede a credere e a far parte della propria religione. Di per sé proselito vuol dire “un nuovo arrivato”, perciò uno straniero, uno che viene da fuori. Il proselitismo consiste dunque nel portare i lontani a far parte della propria religione, la quale si crede depositaria della verità assoluta, e che perciò sente il dovere di comunicarla a tutti, Ma – ecco il punto – con il rischio di esercitare un’azione coercitiva allo scopo di potenziare il proprio potere. Basti pensare a ciò che fecero certi re cattolici (in particolare Carlo Magno) che hanno imposto il battesimo con la spada. O ti battezzi, altrimenti ti uccido. Giustiniano, l’imperatore del diritto, dichiarò illegali i non-battezzati, e dichiarò gli eretici giuridicamente inabili a ricevere una carica. Lo stesso sant’Agostino fu il rappresentante più influente della concezione dello Stato che ha il dovere non solo di difendere la Chiesa, ma anche quello di costringere gli eretici alla verità. Il nostro sant’Ambrogio approvò la distruzione delle sinagoghe, poiché, testuali sue parole “non può esserci alcun luogo, ove Cristo venga negato”.

Violenza psicologica.  Anche senza arrivare a forme violente – comunque, Carlo Magno ha fatto scuola per lungo tempo – si sono usati altri metodi, altrettanto coercitivi, che agivano dal punto di vista psicologico: se non sei battezzato, vai all’inferno! Già il fatto di aver predicato, fino a qualche anno fa, che “extra Ecclesiam nulla salus”, che cosa significava? È vero: se apprendo una verità ho anche il dovere di comunicarla. Pensiamo al campo scientifico. Le scoperte vanno rese pubbliche per il bene dell’umanità. Ma comunicare le verità, nel campo filosofico o teologico, non significa imporle, e si possono imporle creando sette o movimenti religiosi dove, una volta che sei entrato, ti fanno il lavaggio del cervello. La verità di per sé non sopporta pareti chiuse, prigioni, schemi. Sarebbe una verità incatenata!

Stranieri di serie b. C’è una cosa che mi ha colpito leggendo attentamente il primo brano (Is 56,1-7). Gli stranieri che aderivano alla religione ebraica si sentivano di serie b. In fondo, non erano considerati alla stregua degli ebrei. Il profeta, in nome di Dio, li assicura che saranno trattati allo stesso modo, figli e fratelli come gli ebrei. Ma in realtà non era così. Erano giudicati sempre “stranieri”. A loro venivano imposti obblighi, leggi, senza però i benefici o i privilegi degli ebrei. (Bisognerebbe, per essere completi, distinguere tra i “proseliti della porta”, ovvero coloro che accettavano la religione ebraica nella sua spiritualità, ma non nei suoi riti, ad esempio non si facevano circoncidere, e i “proseliti della giustizia”, ovvero coloro che accettavano tutto).

Religione-prigione. Ma a parte questo, mi chiedo che beneficio potevano avere i convertiti se poi cadevano in un altro tipo di prigione, quello della religione. Dovrebbe farci riflettere una delle maledizioni lanciate da Cristo nei riguardi degli scribi e dei farisei: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geenna due volte più di voi”. E qui pongo una domanda, che può mettere in crisi il nostro modo di vedere la religione. Prima faccio una premessa. La religione è solo un mezzo, una struttura che di per sé non è intoccabile o indispensabile e tanto meno assoluta.

Bestemmia appropriarsi di Dio. Finora ci hanno detto che l’unica vera religione è la nostra. E ci hanno detto una grossa bestemmia. Sì, bestemmia perché Dio non appartiene in modo assoluto ad alcuna religione. Ogni religione dovrebbe aiutare a scoprire Dio che non è una terra di conquista. Altra cosa casomai è il cristianesimo. Altra cosa, perché non è una religione. Si può essere cristiani anche fuori della religione cattolica. Cristiani, ovvero credenti in quell’umanesimo che Cristo è venuto a ricuperare. A me non interessa giudicare le altre religioni, e parlarne male. Il mio scopo invece è giudicare quel cristianesimo che si è fatto prigioniero di una religione che, proprio per questo, sta tradendo il messaggio di Cristo.

Valori umani comuni.  Che io sia cattolico non mi faccio un grosso problema. Problema casomai è il fatto che, essendo cattolico, faccio parte di una Chiesa-struttura che, proprio perché chiusa nel mondo strettamente religioso, tradisce il cristianesimo. Il mio compito di ministro di Cristo e del Vangelo non è quello di battezzare gli infedeli o di convertirli alla religione cattolica (qui dovrei aprire il libro della evangelizzazione dei popoli pagani), ma quello di far riscoprire, in nome del messaggio universale del Vangelo, i valori umani. Se parlo con un musulmano, perché dovrei convincerlo della mia fede cattolica? Discuterò con lui dei problemi comuni che riguardano il mondo. Anzi, se qualcuno mi chiedesse di farsi cattolico, gli creerei tanti dubbi, ostacoli, lo aiuterei a riscoprire i valori della sua fede. Il cristianesimo è una visuale della storia che va al di là di ogni religione. Non è l’unica visuale. Io, ad esempio, stimo molto anche le filosofie orientali, e sono affascinato dai teologi protestanti.

Ecumenismo allora significa fare un’azione in comune sui valori comuni, senza imporre la propria religione. Ciascuno porterà il meglio della propria credenza religiosa, senza imporre ciò che fa parte di una struttura che è tipica di ogni religione. Mi va bene anche una specie di struttura, ma questa non deve mai entrare quando si tratta di salvare il mondo, che è di tutti, credenti e non credenti, cattolici e protestanti, ebrei, islamici ed ebrei, buddisti e induisti.

*dall’omelia domenicale del 2 ott. 2010 (Is 56,1-7; Rom 15,2-7; Lc 6,27-38)   fonte:           http://www.dongiorgio.it/scelta.php?id=1316&nome=omelie

Per riflettere:

-cos’è il proselitismo;

-chi è depositario della verità assoluta?

-dovere di comunicare le verità, non di imporle;

-violenza psicologica;

-sette e lavaggio del cervello;

-gli stranieri sono di serie b;

-la religione che diventa una prigione;

-il cristianesimo non è una religione;

-unirsi sui valori umani comuni.


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1 commento »

  1. […] COMPLETO DEL MATERIALE DEL SITO Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 2:25 pm Evangelizzare non significa fare proseliti De […]

    Pingback di ELENCO COMPLETO DEL MATERIALE DEL SITO « Brianzecum — ottobre 5, 2010 @ 2:26 pm


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