Brianzecum

luglio 31, 2008

DIO DEL POTERE O DIO DEL SERVIZIO?*

Diversi avvenimenti connessi con le religioni, come gli attentati suicidi islamici o, viceversa, la “rivoluzione nonviolenta” dei monaci birmani, inducono a porsi interrogativi sulla fede e sull’idea di Dio sottostante. Ci possono essere distorsioni, fanatismi, plagi, ma non si può negare l’esistenza di una profonda fede anche nel caso estremo dei terroristi kamikaze: senza la quasi sicurezza di una ricompensa dopo la morte nessuno sarebbe disposto a quel gesto insano. Di fronte alla fede altrui dobbiamo tenere una posizione di rispetto e attenzione, astenendoci da ogni giudizio, perché nessun uomo può scrutare i cuori altrui e vederne le motivazioni profonde: soltanto Dio lo può fare. Dal lato opposto può essere urtante l’ostentazione, da parte di certi credenti, di una quasi completa conoscenza di Dio. Il divino è essenzialmente una realtà misteriosa. (Ciò non toglie che possa essere pure positiva, consentendoci di vivere meglio, di migliorare la qualità della vita). È anche misterioso il perché della fede, perché alcuni l’abbiano e altri no. Gli aspetti razionali non sono sufficienti a dimostrarla: la fede non si dimostra, si testimonia. Ma cosa si può conoscere di Dio?

Per i cristiani le qualità più significative di Dio sono ricavabili dalla vita e testimonianza di Gesù e possono essere così sintetizzate (Ricca):

Diversità: Gesù ha mostrato autorità, ad es. perdonando i peccati (solo Dio lo può fare) e affermando un nesso tra il perdono di Dio e quello tra gli uomini; ha accettato donne al suo seguito, dando loro ruoli rilevanti; è andato nella casa di pubblicani e peccatori; ha dato tanta importanza ai bambini, come nessun’altra autorità religiosa del tempo. La diversità di Gesù – totalmente ebreo, ma ebreo “diverso” – è specchio della diversità di Dio, sempre diverso da come ce lo immaginiamo.

Libertà: da lui dimostrata nei confronti della sua stessa famiglia, della tradizione, della legge (ad es. la legge del sabato). Per Gesù il primato di Dio si traduce nel primato dell’uomo, ma non dell’uomo in generale, bensì dell’uomo malato, escluso, ignorato (come i bambini), discriminato (come le donne), scomunicato (come i pubblicani o i lebbrosi). La libertà di Gesù è la libertà di amare, di “essere per gli altri”, come diceva Bonhoeffer.

Miracoli: non convincono per il loro aspetto “miracolistico”, ma per la loro umanità: sono quasi tutte guarigioni che denotano un’attenzione al corpo, oltre che all’anima, preludono a una salvezza estesa anche al corpo.

Servizio: è forse ciò che più convince di Gesù; il modo in cui ha manifestato la sua coscienza di essere Figlio di Dio. Gesù si è dichiarato servo, servo dell’umanità, manifestandolo nel gesto di lavare i piedi. Il modo divino di essere Signore sulla terra è servire.

Questo modello del divino è stato testimoniato con la vita da Bonhoeffer. Strenuo sostenitore della nonviolenza evangelica, non si rifiutò di partecipare alla cospirazione contro Hitler in nome del “male minore”: la sua eliminazione avrebbe potuto far cessare la strage generata da quella mente insana. Non partecipare alla cospirazione sarebbe stato certo più comodo, più “religioso”, ma non rispondente alla vocazione di “essere per gli altri”. La differenza del suo gesto rispetto a quello dei kamikaze sembra evidente. Anche se talvolta spinti da motivazioni fondate (ci sono tante ingiustizie nel mondo!) i terroristi non risolvono i problemi, semmai li aggravano, sono protesta disperata, distruzione fine a se stessa. L’immagine di Dio che esprimono – ed è stata loro trasmessa dal potere religioso – è quella di un dio sanguinario, vendicatore: un dio non del servizio, del perdono, dell’amore, ma del potere. Del resto è la stessa immagine da sempre propinata agli eserciti per convincerli alla guerra e ad uccidere. Da sempre coltivata dalle classi sacerdotali che preferiscono il potere al servizio. È lo stesso potere che ha ucciso Gesù, contro il quale, proprio per l’idea falsa di Dio che esprimeva, Gesù aveva dimostrato un’ostilità quasi insanabile.

Il potere religioso e sacrale è forse più forte, pervasivo e penetrante dello stesso potere politico e persino di quello economico o mediatico di oggi: riesce a convincere i kamikaze a compiere il gesto insano. Non si può pensare che il potere religioso non provochi effetti nefasti ancora oggi, anche al di fuori dell’Islam. Molti sostengono che sia necessaria una vera e propria decostruzione delle attuali religioni, per individuare dove si annida il potere e come questo alteri l’immagine del Dio misericordioso. Sembra questo il caso, ad es., quando il potere religioso si concentra su lotte di retroguardia (omosessuali, preservativi, finanziamenti pubblici…), ignorando al contempo la gravità delle scelte belliche (oggi diventate forse la principale fonte di terrorismo), o il dramma incredibile della fame nel mondo e delle sue cause lontane (tra cui ci può essere anche il nostro consumismo), o ancora di certi arricchimenti speculativi, mafiosi, corporativi, che costituiscono la causa di fondo dell’attuale impossibilità per i nostri giovani di trovare un lavoro stabile e di farsi una famiglia. Questi drammi sociali e quelli ambientali sono di una gravità e ampiezza tale che dovrebbero essere sempre al primo posto tra le preoccupazioni di chi, oggi, vuole “essere per gli altri”.

______________

* Riflessioni da un incontro del Gruppo ecumenico della Brianza meratese in casa Ostidich e da una relazione di Paolo Ricca all’incontro organizzato dalle Acli di Lecco il 27-11-07.

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2 commenti »

  1. […] Ecumenismo: diminuire le chiese, accrescere Cristo Conversione nei confronti degli ebrei Dio del potere o Dio del servizio? Chiese e […]

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  2. […] Ecumenismo: diminuire le chiese, accrescere Cristo Conversione nei confronti degli ebrei Dio del potere o Dio del servizio? Chiese e […]

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